La migliore gioventù

Se ognuno dei 9 milioni di soldati morti nella prima guerra mondiale avesse una pagina tutta per  sé, che ne narrasse le vicende e il calvario – le speranze in tempo di guerra e la vita e gli amori negli anni precedenti -, si comporrebbero 20.000 volumi grossi come questo.
(Martin Gilbert in ‘La grande storia della prima guerra mondiale’ che ha circa 700 pagine)

Gli sportivi accorrono in massa a combattere la Grande Guerra. ‘La Gazzetta dello Sport’ è militarista, nazionalista, i futuristi (“la sola igiene del mondo”) esultano quando finalmente l’Italia interviene. La rosea il 24 maggio del 1915 titola: Per l’Italia contro l’Austria, hip, hip, hurrà.
La realtà si rivela ben presto del tutto diversa: l’arma-uomo non può niente di fronte alla mitragliatrice che falcidia i soldati fuori dalle trincee. E segna la vita e il destino anche di molti sportivi, che avrebbero potuto (o in qualche caso meno triste che potranno essere) azzurri alle Olimpiadi.
Li racconta un libro molto bello: La migliore gioventù. Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra (Infinito Edizioni).
L’hanno scritto Dario Ricci e Daniele Nardi. Dario Ricci è una delle voci dello sport di ‘Radio24-IlSole24Ore’. Ha tra l’altro scritto quattro libri insieme a Daniele Nardi, alpinista che è rimasto là, verso la cima del Nanga Parbat che continuava a sfidare, nel febbraio del 2019.

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La Maratona infinita

La Maratona è un viaggio e questo è il racconto del mio, iniziato sin dall’adolescenza.
Mi chiamo Shizo Kanakuri, sono nato a Tamana nel sud del Giappone a fine ‘800 da un padre sacerdote e funzionario imperiale e da una madre commerciante all’ingrosso.
Il ruolo e il carattere di mio padre hanno inciso profondamente nella mia vita sin dall’adolescenza:  è stato un educatore alquanto severo e avaro di affetti, tanto da considerare me e mia madre persone di secondo piano.
È questo uno dei motivi per cui, sin dall’adolescenza, la cosa che mi rendeva più felice era correre tra i boschi e le montagne e inoltre ricercare un contatto diretto con le divinità protettrici delle foreste.
La solitudine era una felice compagna e il silenzio una ricarica per la mente.

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Implicazioni legali del rinvio di Tokyo 2020

Photo by Christine Roy on Unsplash

Tokyo 2020 rinviata al 2021. Sì, lo sappiamo da due mesi. Meno scontata può apparire la possibile ripercussione legale di questo rinvio. Anche (e soprattutto) dietro le Olimpiadi, infatti, c’è un danaroso universo di contratti, cifre, accordi, costi.
Cosa può succedere se un apparato del genere viene sconvolto da una “differita” di un anno?

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Il quadrifoglio controverso di Atlanta

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Photo by Lhu Shi Hui on Unsplash

Il barrister, nei sistemi giudiziari basati sulla common law, è un avvocato di alto livello che esercita principalmente nelle corti superiori.
Non sorprende che tale professione sia oggi praticata da Michelle Smith de Bruin e che questo sia dovuto anche alle vicende che l’hanno colpita nella sua vita precedente di nuotatrice.
Irlandese, dominatrice nelle gare nazionali dal 1983 al 1998, prese parte per la prima volta ad un’Olimpiade a Seoul 1988, perdendo per un soffio la qualificazione ai 200 dorso. Prima di Barcellona 1992 partecipò ai Mondiali di Perth e agli Europei, recandosi all’edizione catalana dei Giochi nonostante un infortunio e gareggiando nei 200 misti, 200 dorso, e nei 400 misti.
Fu però Atlanta 1996 l’anno del suo trionfo e, allo stesso tempo, l’inizio del suo tormento.
Negli Stati Uniti vinse ben 3 ori (400 stile libero, 200 e 400 misti individuali) e un bronzo (200 farfalla), un record di vittorie tuttora imbattuto nella storia dello sport irlandese olimpico e al centro di diverse polemiche. Continua a leggere “Il quadrifoglio controverso di Atlanta”

Le emozioni alternative del volteggio di Atene

acropolis-2589967_1920Le Olimpiadi non sono fatte solo di imprese grandiose e record storici, ma anche di atleti che si preparano per quattro anni per poi arrivare al momento cruciale e fare una figura, diciamo, non proprio memorabile – non in senso positivo, almeno.
E, in fondo, non ci affezioniamo anche un po’ di più a questi “sfigati” – se così si può definire qualcuno che, comunque, ai Giochi ci è andato, alla faccia nostra?
È il caso della finale del volteggio maschile – altrimenti detto “il salto del cavallo” dai meno esperti, me compresa – ad Atene 2004, la gara olimpica meglio impressa nella mia memoria. Continua a leggere “Le emozioni alternative del volteggio di Atene”

Un lockdown… a 5 cerchi

Roba da chiudersi in casa ancora altri due o più mesi celebrando una sorta di Olympic-lock-video-down…. e non uscirne più. Almeno fino a quando tornerà Ficts (Federation Internationale Cinema Television Sportifs) con la sua edizione 2020, ovvero dal 15 al 20 novembre a Milano, evento che seguirà una formula nuova rispettando le regole imposte dalla Pandemia mondiale.

Nel frattempo, Franco Ascani, geniale presidente della Federation Internationale Cinema Television Sportifs, ci ha fatto un regalo e, per la verità già dal 27 aprile scorso  in piena emergenza Covid19 – ci ha regalato una scorpacciata di film sportivi da non uscire più di casa. Appunto.  Continua a leggere “Un lockdown… a 5 cerchi”

Gold Metal Girl (s)

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Photo by Amber Weir on Unsplash

Ci sono due fili che collegano l’Olimpiade di Mister Nero e Sydney 2000.
Uno è che, oltre agli anni 00, queste due edizioni segnano rispettivamente l’inizio di un secolo e di un millennio.
In particolare Sydney 2000 rafforza con il suo speciale anniversario i valori di de Coubertin già dalla cerimonia di apertura, che il 15 Settembre 2000 all’Olympic Stadium vede l’accensione della fiamma olimpica per mano di Cathy Freeman, atleta aborigena argento nei 400 metri piani ad Atlanta 1996. Un passaggio, quindi, dall’ultima Olimpiade del ‘900 al nuovo millennio, e simbolo di una realtà sociale e politica australiana che nello sport ha ben trovato un veicolo di inclusione.
Da qui il secondo filo. Cathy è infatti l’ultima tedofora di una sequenza di sole donne: Continua a leggere “Gold Metal Girl (s)”