Paralimpiadi: un po’ di storia

tokyo-2020-paralympic-games-logo_001Le Paralimpiadi sono ormai per noi appassionati di sport un elemento inseparabile dai tradizionali Giochi Olimpici (para è infatti un prefisso greco che significa parallelo e indica come le manifestazioni si tengano allo stesso tempo). Ma non è sempre stato così.
Le Paralimpiadi furono infatti ideate alcuni decenni dopo rispetto alle Olimpiadi moderne nate nel 1896 e hanno una storia molto particolare.

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Ludwig Guttman

Tutto cominciò grazie a un’intuizione del neurologo tedesco Ludwig Guttman, il primo medico a credere che i pazienti con lesioni spinali potessero essere riabilitati.
Nato nel 1899 a Toszek – attualmente in Polonia – in una famiglia ebreo ortodossa, Guttman fuggì con la moglie e i figli in Inghilterra nel 1939 per sfuggire alle persecuzioni naziste. Lì iniziò a lavorare come ricercatore presso l’università di Oxford, per poi passare al reparto di lesioni nervose dell’Ospedale Ortopedico della stessa città.
Nel 1944 il governo inglese affidò a Guttman l’incarico di creare un’Unità spinale a Stoke Mandeville, un paesino nei pressi di Londra, dove il medico introdusse lo sport nella riabilitazione dei degenti, affiancandolo alla fisioterapia in modo da curare anche il profilo psicologico dei suoi pazienti e costruire un senso di fratellanza e amicizia tra loro. Nonostante alcune associazioni sportive dedicate agli atleti disabili esistessero già dalla fine del XIX secolo, infatti, fu la seconda guerra mondiale ad aumentare la consapevolezza dell’importanza della pratica sportiva tra le persone con disabilità fisiche, con lo scopo di supportare, soprattutto a livello emotivo, coloro che erano rimasto feriti durante il conflitto, sia tra i soldati che tra civili.
Nel 1948 – parallelamente alle Olimpiadi di Londra – Guttman organizzò quindi una manifestazione ufficiale dedicata ai componenti delle forze armate rimasti in carrozzina. 16 atleti – tra uomini e donne – si sfidarono così al tiro con l’arco nel cortile dell’ospedale di Stoke Mandeville.
Quattro anni dopo, i Giochi di Stoke Mandeville divennero internazionali grazie alla partecipazione di alcuni veterani olandesi, ma solo nel 1960, a Roma, nacquero le Paralimpiadi che ancora oggi conosciamo. La manifestazione ideata da Guttman e portata in Italia grazie all’aiuto di Antonio Maglio, neuropsichiatra dell’Inail di Ostia, vide gareggiare 400 atleti provenienti da 23 paesi diversi. Le prime Paralimpiadi invernali si svolsero invece nel 1976 in Svezia. Dal 1988 – con l’edizione di Seul – le Paralimpiadi avvengono sempre non solo nello stesso anno, ma anche nello stesso luogo dei tradizionali Giochi Olimpici.

Qualche curiosità

Prima delle Paralimpiadi

Prima dell’invenzione dei Giochi Paralimpici, gli atleti con disabilità potevano partecipare alle tradizionali Olimpiadi.
Ray Ewry, per esempio, conquistò in totale 8 medaglie d’oro tra le edizioni di Parigi 1900, Saint Louis 1904 e Londra 1908.
Ewry, che soffriva di poliomielite, per evitare di passare la vita su una sedia a rotelle si allenò duramente in modo da acquistare un’enorme forza nelle gambe. I suoi sforzi lo portarono a eccellere nel salto da fermo che si praticava all’epoca (in alto, in lungo e triplo).

Il logo

Paralympics_logo_1988-94.svgNel 1988 venne creato un logo ufficiale per le Paralimpiadi. Esso era formato da cinque taegeuk – un simbolo coreano che rappresenta la realtà fondamentale che genera tutti gli esseri e tutti gli oggetti – disposti e colorati come i cinque cerchi olimpici.
IPC_logo_(1994-2004).svgNel 1994, su richiesta del Comitato Olimpico Internazionale, il logo fu modificato e rimasero solo tre taegeuk – uno verde, uno rosso e uno blu, i colori maggiormente presenti nelle bandiere dei paesi del mondo – a indicare la mente, lo spirito e il corpo.640px-Logo_of_the_International_Paralympic_Committee_2019.svg
Nel 2003 il logo venne nuovamente ridisegnato e i taegeuk furono sostituiti da tre agitos – dal latino agito, ovvero io mi muovo – degli stessi colori, sempre a simboleggiare l’unione tra mente, corpo e spirito. Gli agitos ruotano attorno a un punto centrale, che rappresenta la funzione di aggregazione del Comitato Paralimpico Internazionale, così come lo spirito degli atleti che vanno oltre le proprie disabilità e ispirano il mondo con le loro gesta.

Le categorie

Attualmente esistono 3 grandi categorie di disabilità riconosciute per lo sport paralimpico: visive, intellettive e motorie.
Le disabilità motorie vengono ulteriormente suddivise in diminuzione della forza, diminuzione del range di movimento, deficienza degli arti, differente lunghezza degli arti, ipertonia, atassia, atetosi e bassa statura.

Gli atleti più decorati

Il record di medaglie – e di medaglie d’oro – vinte alle Paralimpiadi va alla nuotatrice statunitense Trischa Zorn, che può vantare ben… 55 medaglie! La Zorn, non vedente dalla nascita, ha partecipato a 7 Paralimpiadi, da Arnhem 1980 ad Atene 2004, registrando la migliore performance personale a Seul 1988 con 12 medaglie d’oro – 10 individuali e 2 nelle staffette – e vincendo, in totale, 41 ori, 9 argenti e 5 bronzi.
Per quanto riguarda l’Italia, l’atleta più decorato della storia paralimpica è Roberto Marson, paraplegico dai 16 anni a causa di un incidente in un cantiere. Marson fu riabilitato nel Centro Paraplegici di Ostia gestito dall’Inail in cui operava il sopracitato Antonio Maglio e, grazie allo sport, divenne una vera leggenda, vincendo in totale 26 medaglie – 16 d’oro, 7 d’argento e 3 di bronzo – in 4 Olimpiadi – da Tokyo 1964 a Toronto 1976 – e molteplici discipline – scherma, atletica e persino nuoto.

Rio 2016

Col tempo, sono cresciuti sia il numero di atleti partecipanti alle Paralimpiadi, sia il numero di discipline presenti alla manifestazione.
Rio 2016 ha registrato la più grande partecipazione: 4.328 atleti appartenenti a 160 Comitati Paralimpici, che si sono cimentati nei seguenti sport:

  • atletica leggera paralimpica
  • bocce
  • calcio a 5 per ciechi
  • calcio a 7-un-lato
  • canoa paralimpica
  • canottaggio paralimpico
  • ciclismo su pista paralimpico
  • ciclismo su strada paralimpico
  • equitazione paralimpica
  • goalball
  • judo paralimpico
  • nuoto paralimpico
  • pallacanestro in carrozzina
  • pallavolo paralimpica
  • paratriathlon
  • powerlifting paralimpico
  • rugby in carrozzina
  • scherma in carrozzina
  • tennis in carrozzina
  • tennistavolo paralimpico
  • tiro paralimpico
  • tiro con l’arco paralimpico
  • vela paralimpica
Tokyo 2020

Quest’anno avrebbe dovuto tenersi la sedicesima edizione delle Paralimpiadi.
La manifestazione, proprio come le Olimpiadi, è ora programmata per il 2021, e precisamente si svolgerà – speriamo – da martedì 24 agosto a domenica 5 settembre.
Le discipline olimpiche saranno 22 e debutteranno il para badminton e il para taekwondo. Si prevede la partecipazione di 4.400 atleti.

Miss Blu

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