Per i valori più puri dello sport

Riunisce in Italia migliaia di ex atleti e dirigenti sportivi. Tiene vivo lo spirito e la passione per lo sport, fonte dei più puri ideali, sviluppando al contempo i vincoli di fratellanza fra tutti gli sportivi.
Questa “missione” è citata dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport. E anche: Vuol essere sprone e guida ai giovani, che si dedicano o si avvicinano allo sport, trasmettendo loro i suoi valori più puri. Sostiene le categorie svantaggiate e si adopera per la lotta al doping ed alla violenza nello sport.
Un impegno significativo e non facile, in un periodo in cui lo spirito dell’associazionismo è probabilmente meno avvertito che in passato, e dare vita nel tempo a tante iniziative non è sempre semplice.

Cosa sia l’Unione ce lo racconta Antonino Muscarà, aronese, delegato regionale per il Piemonte che conta quindici sezioni con circa 1100 soci, la seconda numericamente dopo la Toscana in una organizzazione nazionale che associa circa 120 sezioni e circa 7000 soci.
Nata nel 1954, quindi tra i Giochi di Helsinki e quelli di Melbourne, l’Unione ha insomma figurativamente accompagnato ben sedici edizioni, per molti anni guidata autorevolmente dal presidente Edoardo Mangiarotti, lui pure atleta straordinariamente longevo, olimpionico da Berlino ‘36 fino a Roma ‘60.
Muscarà, nella nostra chiacchierata, parla peraltro quasi esclusivamente di attività e di progetti, segno di vitalità: gli incontri nelle scuole per trasmettere i valori dello sport, le molte attività sportive nell’organizzazione dei campionati veterani.
Con testimoni d’eccezione, a livello nazionale (campionesse come Sara Simeoni, o la recente centenaria Celina Seghi, per dire) come regionale, basti citare Cosimo Pinto, unico italiano ad avere vinto l’oro olimpico nella categoria dei mediomassimi, o Mario Armano che era a bordo del bob dell’ultima vittoria del “rosso volante” Eugenio Monti.
E un progetto piemontese romantico e affascinante che è portare in Italia diffusamente il calcio camminato, giocato in 6 contro 6, solo rasoterra, con limiti ai contatti. Un gioco portato in Piemonte dall’Inghilterra, con un paio di incontri internazionali già organizzati e disputati, l’ultimo nel 2019 al ‘Piola’ di Novara.

Autore: Beppe Giuliano

Alessandrino, da bambino sognava di “scrivere di sport”. Autore di ‘Correndo a vuoto’ (Bookabook, 2019). Scrive storie di sport per 'La Stampa' (Piemonte) e in Lettera 32 su CorriereAL

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