I corridori della storia dell’arte

Robert_Delaunay,_Les_coureurs,_1924Come abbiamo visto nello speciale dello scorso 24 giugno, Olimpiadi e arte vanno da sempre a braccetto: c’è chi da sportivo è diventato artista, stilista, o ha collaborato alla realizzazione di capolavori della storia del cinema, c’è il logo che rappresenta i cinque continenti, e c’è l’arte che alle Olimpiadi ha gareggiato.
Ma le competizioni olimpiche hanno anche ispirato diversi artisti, affascinati dalla capacità degli atleti di realizzare un determinato movimento o gesto tecnico in grado di attirare l’attenzione di migliaia (oggi miliardi, grazie alla televisione, Internet e tutti i nuovi media) di individui, pronti a osannare i vincitori come i loro nuovi eroi.
Era il 1924 quando il pittore francese Robert Delaunay, spettatore all’Olimpiade di Parigi, rimase folgorato dall’atletica. Ed era sempre il 1924 quando l’artista, per rendere omaggio alla disciplina che tanto lo aveva colpito, iniziò a dipingere la serie dei Corridori (Les Coureurs – nella foto in alto a sinistra uno dei quadri della serie, dipinto nel 1924).

Le gare di atletica leggera dell’VIII edizione dei Giochi, del tutto maschili, si tennero dal 6 al 13 luglio 1924 allo Stade Olympique di Colombes, un sobborgo di Parigi.
La disciplina fu dominata dagli atleti provenienti da Stati Uniti – dodici ori – e Finlandia – dieci ori – le nazioni che si piazzarono poi, rispettivamente, al primo e secondo posto del medagliere. Il mezzofondista e siepista finlandese Paavo Nurmi vinse ben cinque medaglie d’oro – conquistando quelle dei 1500 e dei 5000 metri piani nel giro di una sola ora.
Ci furono comunque alcune eccezioni rimaste nella storia per i più svariati motivi. Le più famose sono sicuramente quelle dell’inglese Harold Abrahams, medaglia d’oro dei 100 metri piani, e dello scozzese Eric Liddell, vincitore dei 400 metri piani, che hanno ispirato il film Momenti di gloria, ma è bello ricordare anche l’italiano Ugo Frigerio, l’unico atleta che riuscì a riconfermarsi campione nella stessa disciplina in cui aveva trionfato nella precedente Olimpiade di Anversa 1920 – nel suo caso, la marcia sui 10.000 metri.

Delaunay era tornato a Parigi nel 1921, dopo la parentesi che lo aveva portato in Spagna per sfuggire alla prima guerra mondiale, e da qualche anno aveva iniziato a offrire una sua particolare prospettiva del cubismo, focalizzandosi sull’importanza del colore e della luce.
Robert_Delaunay_-_Runners_-_1926_-_Private_collectionIl fascino dell’atletica ispirò una serie di dipinti che il pittore realizzò tra il 1924 e il 1926 (nella foto a destra uno dei quadri dipinti in quell’anno). Le otto opere de Les Coureurs – a cui ne aggiunse una in seguito, nel 1930 – rappresentarono una novità per il mondo dell’arte, raffigurando una tematica moderna, che incontrava l’interesse di una vasta gamma di persone e poteva essere facilmente compresa da tutti.
Delaunay riuscì a imprimere nei suoi corridori un gran dinamismo grazie a diversi espedienti. Per esempio, già nel dipinto che possiamo vedere nella foto in alto a sinistra – il più realistico della serie – il pittore non rappresentò i piedi dei corridori, come se avesse scattato una fotografia istantanea e questa fosse venuta mossa – infatti, anche le espressioni sui volti degli atleti non sono precisamente delineate. Alcuni dei quadri della serie raggiungono addirittura un alto grado di astrazione, con i corridori che vengono rappresentati con forme semplici, come cerchi o triangoli.

Miss Blu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...