Le emozioni alternative del volteggio di Atene

acropolis-2589967_1920Le Olimpiadi non sono fatte solo di imprese grandiose e record storici, ma anche di atleti che si preparano per quattro anni per poi arrivare al momento cruciale e fare una figura, diciamo, non proprio memorabile – non in senso positivo, almeno.
E, in fondo, non ci affezioniamo anche un po’ di più a questi “sfigati” – se così si può definire qualcuno che, comunque, ai Giochi ci è andato, alla faccia nostra?
È il caso della finale del volteggio maschile – altrimenti detto “il salto del cavallo” dai meno esperti, me compresa – ad Atene 2004, la gara olimpica meglio impressa nella mia memoria.

Era il 23 agosto, ero a casa sul divano – perché rimango comunque nettamente più sfigata di quelli che fanno brutta figura alle Olimpiadi – e guardavo la televisione con la mamma.
Gli atleti si succedevano in pedana, apparentemente senza particolari emozioni, fino a quando è stato il momento di Aleksej Bondarenko.
Bondarenko è un ex ginnasta russo con una carriera di alto livello – un argento nel volteggio individuale e un bronzo nella competizione a squadre all’Olimpiade di Sydney 2000, oltre a tre argenti e un bronzo ai Mondiali, tre ori, tre argenti e quattro bronzi agli Europei e due ori agli Europei a squadre – ma il 2004 non è stato esattamente il suo anno fortunato.
Nella finale del volteggio, infatti, entrambi i suoi salti non sono terminati con il consueto atterraggio in piedi a braccia alzate, ma con quella che potrebbe correntemente essere definita “una violenta facciata sul materassino” – anche se nel secondo salto la caduta è stata più laterale che frontale a pelle d’orso.
Ecco, questi sono i classici momenti che ti fanno affezionare a un atleta, anche se non hai mai visto una sua gara prima e non hai mai sentito il suo nome. Come fa a non starti simpatico qualcuno che si è preparato per anni e poi vede i suoi sforzi vanificati in pochi secondi?
Comunque, tornando alla gara, pensavamo non potessero esserci altre grandi sorprese. Invece è arrivato Marian Drăgulescu.
Primo salto praticamente perfetto in tutto per il ginnasta rumeno, 9,9 come voto. I commentatori davano ormai per scontata la medaglia d’oro, a meno di un disastro nel secondo salto.
E il disastro sappiamo bene che è sempre dietro l’angolo.
Drăgulescu si è infatti presentato concentratissimo in pedana per il secondo salto – d’altronde sapeva benissimo anche lui di essere a un passo dall’oro – ma l’atterraggio non è andato esattamente come sperato: piede appoggiato male, sbilanciamento verso sinistra e caduta fuori dal materassino. 9,325 come voto. Oro allo spagnolo Gervasio Deferr, argento al lettone Evgeni Sapronenko e solo bronzo per il rumeno.
Ad Atene 2004, Drăgulescu è riuscito comunque a conquistare anche un altro bronzo nella competizione a squadre e un argento nel corpo libero e nella sua carriera ha inoltre vinto, in totale, otto ori e due argenti ai Mondiali e dieci ori, sei argenti e due bronzi agli Europei, rifacendosi quindi – almeno parzialmente – dalla mezza catastrofe – sportivamente parlando – del volteggio di Atene.

Miss Blu

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