Sognando California

La decima edizione delle Olimpiadi moderne si svolse a Los Angeles tra il 30 Luglio e il 14 Agosto del 1932. Arrivati dopo la grande depressione del 1929 i Giochi vennero inaugurati senza Herbert  Hoover, all’epoca presidente degli Stati Uniti, che decise di non partecipare alla cerimonia in segno di protesta verso il governo della California che in quel periodo, all’ombra del Coliseum (lo stadio olimpico designato, ndr), serviva pasti caldi ai numerosi profughi degli Stati confinanti falliti in seguito alla crisi.
L’Olimpiade degli atleti italiani iniziò con un viaggio alquanto singolare: una volta imbarcatisi da Napoli, dopo 10 giorni di navigazione furono accolti ufficialmente dall’allora sindaco di New York, l’italoamericano Fiorello La Guardia. Lasciata la città, impiegarono ben 4 giorni per raggiungere Los Angeles perché il treno si fermò quasi ad ogni stazione per permettere ai nostri emigrati di salutare gli atleti. Iniziò così per l’Italia un’edizione da protagonista, si può forse dire che sia stato il grande affetto ricevuto a spingere i nostri atleti verso un’Olimpiade da record? Non lo possiamo certificare con certezza, ma quello che sappiamo è che su 101 atleti 36 arrivarono sul podio stabilendo il record di medaglie conquistate, eguagliato solo a Roma 1960, ma ancor più prestigiosa fu la seconda posizione dell’Italia nel medagliere dopo team USA, risultato mai più raggiunto.

Tra le 12 medaglie d’oro spiccano quelle di Luigi Beccali detto Ninì, milanese, che grazie ad uno sprint negli ultimi 300 metri corsi in 41”, conquistò l’unica ad oggi, medaglia d’oro italiana nel mezzo fondo (1500, ndr).
Un altro atleta da ricordare è il riminese Romeo Neri che pur arrivando da altre discipline (boxe e nuoto, ndr) riuscì a vincere nella ginnastica, sia il concorso individuale che quello a squadre, oltre all’oro nelle parallele.
La sorpresa arrivò da Savino Guglielmetti, ventenne milanese, con la medaglia d’oro nel volteggio oltre al concorso a squadre insieme a Neri, ma ancor più curiosa è la sua storia preolimpica, infatti riuscì a non essere investito da un taxi appiattendosi sotto l’auto e a sopravvivere miracolosamente ad una caduta dal quarto piano attutita da semplici cavi del telefono.
Non meno importanti furono la doppia vittoria di Attilio Pavesi nel ciclismo, arrivato a Los Angeles come riserva, e l’oro nella spada di Giancarlo Cornaggia Medici, già vincitore della gara a squadre ad Amsterdam 1928, che inviò a suo padre il famoso telegramma “Ho vinto. Giancarlo”.
Non dimentico tutti gli altri vincitori, anzi a loro va il mio ricordo di atleti che hanno saputo fronteggiare, oltre gli avversari, anche problemi di natura economica se si pensa che molti di loro dovettero improvvisarsi il viaggio, come fecero i brasiliani che s’imbarcarono e vendettero sacchi di caffè ad ogni porto di scalo per potersi pagare il viaggio.
Non si hanno notizie del viaggio di ritorno, perché probabilmente avvenuto singolarmente, ma il ricordo va di certo al viaggio d’andata SOGNANDO CALIFORNIA…

Mister Rosso

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