La strategia è comandare

Federica Pellegrini

Sono decisa voglio tornare a casa con una medaglia d’oro. La consapevolezza della mia forza deriva di essere la prima DONNA ad aver resistito alle dure tabelle di Alberto (Castagnetti – ndr). Purtroppo nello sport e soprattutto nel nuoto, la sconfitta è li che ti aspetta a braccia aperte.
Stamattina quando sono arrivata quinta nella finale dei 400 stile libero me li sono immaginati i vostri commenti: ”Ecco la solita montata… Ma chi si crede di essere? Eccetera eccetera”. A fine gara ammetto pubblicamente di aver sbagliato gara non sto cercando giustificazioni non fuggo dalle mie responsabilità, ho iniziato troppo lentamente e poi non sono riuscita a recuperare il ritmo, d’altronde gli alti e bassi appartengono già alla mia precoce carriera.
Ma io amo il mio sport, io amo il nuoto più di ogni altra cosa anche più delle polemiche. Lo sport è questo, “tutto ti dà” e in un attimo “tutto ti toglie”. Lo sport può anche darti anche la possibilità di rivincita.

Ecco la rivincita… le qualificazioni alla finale dei 200 stile libero. Esatto la mia gara quella che quattro anni fa ad Atene, quando nessuno di voi mi conosceva, mi ha portato alla ribalta. Avevo sedici anni e già ero nella storia dello sport italiano. La più giovane atleta DONNA italiana ad aver vinto una medaglia olimpica. Una responsabilità che potrebbe, visto che pratico il nuoto, affondare chiunque. Io sapevo già da quel giorno che il mondo si sarebbe diviso in tifosi e detrattori. Ma “un guerriero non combatte una guerra che non può vincere”. Quindi poche chiacchiere e via in vasca per affrontare questa batteria di qualificazioni. Mi piace vincere e ancora di più mi piace comandare e queste batterie mi possono dare la possibilità di comandare.
Sono pronta e concentrata, decisa a far capire da subito il mio stato di forma, non solo arrivo prima nella mia batteria ma stabilisco anche il nuovo record del mondo. Nelle semifinali cerco di controllare la situazione e mi qualifico per la finale senza “spingere” troppo per preservare energie.

Mercoledì 13 Agosto 2008 il giorno che, ne sono certa, rimarrà nella storia del nuoto italiano. Sono venuta a Pechino per questo. Finalmente ci siamo, sono carica al punto giusto, nel pre gara ascolto musica a tutto volume. Eccoci tutte ai blocchi di partenza oggi la strategia è comandare. Se qualcuna vuole battermi dovrà fare una gara strepitosa perché io darò il 110%. Ai 50 metri solo la cinese Pang mi precede ma non penso che possa tenere questo ritmo per tutta la gara. Seconda virata sono in testa cerco di risparmiarmi per l’ultima vasca che, al dispetto di essere piena d’acqua, sarà infuocata. Oggi nessuna può fermarmi, gli ultimi metri sono frutto di cuore e voglia di vincere. L’arrivo è tiratissimo ma alla fine vinco, anzi STRAVINCO, migliorando il, già mio, record del mondo. Forse è questo a cui non ero realmente, o non riuscivo neanche ad immaginare, preparata, una vittoria talmente GRANDE che mi ha consentito di “entrare” nella storia dello sport italiano come la PRIMA medaglia d’oro femminile nel nuoto.

Mister Rosso

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